Dal sito Michele Marziani, appunti di viaggio.
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Lo incontravo tutti i giorni Andrea Severi, nella sua casa panchina lungo la pista ciclabile. Ci salutavamo, da sempre, per frequentazione occasionale, per quell'incrocio d'occhi diventato consuetudine. Poi ieri il nero del fuoco spento e gli scarponi gettati nell'aiuola ci hanno detto che qualcosa era successo. Ci siamo fermati, io e mio figlio Ludovico che Andrea lo voleva adottare. Così abbiamo saputo dalle chiacchiere da strada. E non è un bel sapere, specie se non hai ancora dieci anni come Ludovico, che mentre dormi qualcuno può venire a darti fuoco. Se c'è l'inferno è qui, non altrove. Non so se servono pene esemplari, le pene anzi non servono mai e neppure credo, come dicono sindaco e amministratori che dar fuoco a chi dorme è estraneo alla cultura di questa città: quello che accade in un luogo sta nascosto comunque in un piega della nostra cultura, magari della parte peggiore. Quella di cui una volta ci si vergognava e ora non ci si vergogna più: si pensi solo alla Lega Nord, che non è un buttarla in politica, ma in semplice civiltà.
È nella vita di tutti i giorni il cerino che brucia Andrea. È nell'incapacità di accettare il diverso, di non chiamare le persone clochard o barboni o senzatetto ma chiamarle per nome, di riconoscere la possibilità, il diritto, a non farcela, a dormire per strada, a vivere ai margini, a non farsi aiutare, ad essere così, improduttivi, acciaccati, poco puliti anche. Certo, Rimini risponde indignata ed è un bene. Ma l'indignazione non basta, il cerino è in questo mondo che obbliga tutti a farcela. Spero che Andrea, quando si riprenderà, possa tornare a vivere, se vorrà, alla panchina lungo la ciclabile. O in qualunque angolo di mondo scelto da lui.
Tre le iniziative per ora proposte in solidarietà con Andrea Severi, il senzatetto cui ignoti hanno dato fuoco nelle notte fra lunedì e martedì a Rimini, fuori pericolo di vita secondo il bollettino medico diffuso dal reparto Grandi ustionati dell'Ospedale di Padova dove è ricoverato.
Oggi alle 18.30, il Pd riminese promuove un presidio alla panchina di via Flaminia dove è stato aggredito Andrea nel sonno. Alle 20.30 sarà presente anche il Vescovo di Rimini, S.E. Francesco Lambiasi, al momento di raccoglimento e preghiera organizzato alla chiesa della Colonnella in via Flaminia. E domani, ‘Siamo tutti clochard' alle 18 in piazza Cavour a Rimini, è il sit in di solidarietà promosso sempre dal Pd provinciale.



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